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Hai acceso la stufa, senti il rumore familiare della ventola ma niente fiamma. Frustrazione e freddo; che fare? Questo è il momento in cui conviene mantenere la calma e procedere con metodo: molte cause sono semplici e risolvibili senza chiamare subito il tecnico.

Perché la stufa a pellet non si accende: le cause più comuni
La prima cosa da chiedersi è questa: abbiamo controllato i fattori più banali? Spesso la causa non è misteriosa ma banale e rimovibile. Il pellet umido o di scarsa qualità può impedire l’innesco perché non sviluppa la temperatura necessaria; un serbatoio vuoto ovviamente non fornisce materiale; problemi elettrici come una presa difettosa o un fusibile bruciato fermano l’elettronica; la candeletta, cioè la resistenza che avvia la combustione, può essere sporca, mal allineata o guasta; condotti d’aria ostruiti riducono il ricambio d’aria e impediscono l’accensione; infine impostazioni errate del programma di combustione o del pressostato possono bloccare la procedura di avvio.
Capito il quadro generale? Bene: passiamo ai controlli concreti, uno per uno, con ordine.
Prima regola: sicurezza e buonsenso
Spegni la stufa e scollegala dalla corrente prima di qualsiasi intervento. Sembra ovvio, ma molti piccoli incidenti succedono perché si salta questo passaggio. Non infilare mani o utensili all’interno se la macchina è alimentata. Vuoi solo risparmiare tempo e denaro, vero? Agire in sicurezza è il primo investimento che puoi fare per evitare guai più seri.
Controllo del pellet: qualità e umidità
Il pellet è il combustibile e come tale determina buona parte della resa. Hai mai preso in mano due sacchi di pellet diversi? Quello buono ha grani compatti, un odore di legno pulito e non si sfalda. Se lo schiacci e si sgretola facilmente, probabilmente è umido o di scarsa qualità.
Pellet con umidità superiore al dieci percento fatica a raggiungere la temperatura d’innesco: brucia male, forma molta cenere e spesso non permette alla candeletta di creare la scintilla necessaria. Conservazione errata in cantina umida o sacchi rotti sotto la pioggia possono rovinare anche il pellet di marca.
Cosa fare quindi? Svuota il serbatoio, getta o isola il pellet compromesso e riempi con un prodotto certificato, conservandolo in ambiente asciutto. Se non hai un sacco di scorta, prova con un piccolo quantitativo nuovo per vedere se la stufa parte; è un test semplice che spesso risolve il problema.
Verificare il serbatoio e il sistema di alimentazione
Il serbatoio deve contenere pellet sufficiente e il sistema di estrazione (vite senza fine o coclea) deve funzionare. Talvolta il problema è meccanico: residui di pellet polverizzato si accumulano e bloccano il passaggio, oppure la coclea si inceppa per polvere e piccoli frammenti.
Spegni la stufa, scollega e apri il vano di carico: se vedi polvere compatta o pellet polverizzato attorno alla coclea, pulisci con cura. Se la coclea non gira anche dopo aver riavviato, potrebbe esserci un problema al motore o al motoriduttore che richiede un tecnico. Ma prima di arrenderti, verifica che non ci siano inceppamenti evidenti e che la vite sia libera.
Controllo dell’alimentazione elettrica e dei fusibili
Spia accesa ma niente attivazione? Questo paradosso spesso nasconde un problema elettrico. Controlla la spina, prova la presa con un altro apparecchio o usa una presa diversa. Un fusibile bruciato o un interruttore scattato può interrompere l’alimentazione ai componenti chiave come la candeletta o il motore della coclea.
Gli sbalzi di tensione dovuti a temporali o impianti vecchi possono far saltare piccoli fusibili interni: questi spesso si trovano in punti accessibili, ma non forzare lo sportello o smontare componenti complessi se non sei pratico. Se non è evidente, meglio chiamare un elettricista o un tecnico specializzato, perché lavorare sull’alimentazione senza competenze è rischioso.
La candeletta: cos’è, come verificarla e quando sostituirla
La candeletta è la resistenza che riscalda il punto dove il pellet viene depositato, fino a diventare abbastanza calda da innescare la combustione. Non vedi fiamma? Controlla se la candeletta si scalda.
Dopo un tentativo di accensione, apri il portellone e tocca con cautela (con guanto isolante): se è tiepida o fredda, potrebbe essere guasta o staccata. La candeletta operante raggiunge temperature intorno ai 200–250 °C, quindi non stupirti se è calda; occhio alle ustioni. A volte è solo sporca o ricoperta di residui che ne impediscono il corretto funzionamento.
Puliscila con cura e verifica l’allineamento: deve essere centrata e a giusta distanza dal punto di caduta del pellet. Se non si riscalda, è guasta e va sostituita. Ci sono video tutorial che mostrano il procedimento, ma intervenire su una candeletta da solo richiede dimestichezza elettrica e attenzione: se hai dubbi, meglio il tecnico.
Condotti d’aria, pressostato e canna fumaria
L’aria è altrettanto importante del pellet. Senza un corretto flusso d’aria l’accensione non avviene. Cenere, polvere o incrostazioni possono ostruire i condotti e il tubicino del pressostato, lo strumento che misura la depressione e autorizza le fasi successive di combustione.
Un tubicino sporco o intasato inganna la centralina che può bloccare l’accensione come se ci fosse un problema di tiraggio. Come verificare? Spegni la stufa, scollega e pulisci con attenzione i passaggi dell’aria. Se hai un compressore a bassa pressione, soffia delicatamente per rimuovere residui; in alternativa usa aria compressa in bomboletta. Non usare oggetti che possano piegare o danneggiare il tubicino del pressostato.
La canna fumaria va controllata perché un tiraggio scorretto per accumulo di fuliggine impedisce la corretta evacuazione dei gas e può bloccare la fase di avvio. Pulizia regolare e controlli stagionali sono la soluzione preventiva migliore.
Parametri di combustione e impostazioni della stufa
Spesso la soluzione è nascosta nei settaggi. Ogni modello ha parametri consigliati dal produttore per il tipo di pellet: portata della coclea, aria comburente, tempi di accensione. Un pellet con resa diversa da quello usato fino a ieri richiede un lieve aggiustamento dei valori.
Hai mai cambiato marca di pellet e poi la stufa ha fatto storie? Succede. Leggi il manuale o annota i valori iniziali prima di sperimentare. Se non ti senti a tuo agio, chiedi all’installatore di tarare la macchina sul pellet che usi più spesso. Regolare correttamente evita problemi ricorrenti e migliora efficienza e durata del sistema.
Manutenzione ordinaria: la prevenzione che paga
Una stufa ben curata raramente dà problemi gravi. La manutenzione ordinaria include la pulizia del braciere, la rimozione della cenere, il controllo delle guarnizioni e la verifica dei componenti elettrici visibili. Pulire con regolarità non è solo un esercizio di igiene: mantiene il tiraggio, riduce i guasti e migliora il rendimento.
Ti racconto un aneddoto: un amico mio ogni stagione faceva una pulizia “seria” prima dell’inverno. Una volta, dopo un trasloco, ha trascurato un paio d’anni la canna fumaria. Risultato? Accensione impossibile finché non è intervenuto il tecnico per una buona spazzolatura. Il costo della verifica professionale è sempre inferiore a quello di un guasto importante o a una stufa inutilizzabile proprio nei giorni più freddi.
Quando chiamare il tecnico: segnali di allarme
Hai provato tutte le verifiche e la stufa non si accende ancora? Oppure noti rumori anomali, odori di bruciato, o fiamme instabili quando parte? In questi casi è il momento di fermarsi e contattare un tecnico certificato.
Problemi come pressostato ostruito in profondità, motoriduttori bruciati, o cablaggi interni danneggiati richiedono competenze specifiche e attrezzature. Evita riparazioni fai-da-te su componenti elettrici complessi: potresti peggiorare la situazione o mettere a rischio l’impianto. Un intervento qualificato ti restituisce sicurezza, efficienza e spesso una diagnosi che previene guasti futuri.
Piccoli accorgimenti pratici per ridurre i guai
Mantieni una scorta di pellet certificato in un luogo asciutto e ventilato. Non confondere un sacco di riserva con una scorta infinita: il pellet non è eterno se conservato male. Controlla ogni tanto il tubo di alimentazione e la coclea per rimuovere polvere e frammenti.
Verifica i fusibili e la presa in seguito a temporali; un piccolo stabilizzatore di tensione può salvare componenti sensibili. Tieni a portata di mano il manuale della stufa: spesso contiene procedure di reset o codici di errore che ti aiutano a capire il problema prima di chiamare. Qualche controllo preventivo e un occhio critico fanno la differenza tra un inverno tranquillo e una corsa al tecnico in piena notte.
Conclusioni
Una stufa a pellet che non si accende può sembrare un dramma, ma spesso la soluzione è alla portata di chi ha pazienza e un minimo di dimestichezza. Parti sempre dalle verifiche più semplici: pellet, serbatoio, alimentazione elettrica, candeletta, condotti d’aria e impostazioni. Pulizia e manutenzione regolare riducono drasticamente le probabilità di blocchi.
