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Aggiornato il 27 Dicembre 2025 da Luca Bruni

Stufa a pellet non si accende​ – Cosa fare

Indice

  • Perché la stufa a pellet non si accende: le cause più comuni
  • Prima regola: sicurezza e buonsenso
  • Controllo del pellet: qualità e umidità
  • Verificare il serbatoio e il sistema di alimentazione
  • Controllo dell’alimentazione elettrica e dei fusibili
  • La candeletta: cos’è, come verificarla e quando sostituirla
  • Condotti d’aria, pressostato e canna fumaria
  • Parametri di combustione e impostazioni della stufa
  • Manutenzione ordinaria: la prevenzione che paga
  • Quando chiamare il tecnico: segnali di allarme
  • Piccoli accorgimenti pratici per ridurre i guai
  • Conclusioni

Hai acceso la stufa, senti il rumore familiare della ventola ma niente fiamma. Frustrazione e freddo; che fare? Questo è il momento in cui conviene mantenere la calma e procedere con metodo: molte cause sono semplici e risolvibili senza chiamare subito il tecnico.

Perché la stufa a pellet non si accende: le cause più comuni

La prima cosa da chiedersi è questa: abbiamo controllato i fattori più banali? Spesso la causa non è misteriosa ma banale e rimovibile. Il pellet umido o di scarsa qualità può impedire l’innesco perché non sviluppa la temperatura necessaria; un serbatoio vuoto ovviamente non fornisce materiale; problemi elettrici come una presa difettosa o un fusibile bruciato fermano l’elettronica; la candeletta, cioè la resistenza che avvia la combustione, può essere sporca, mal allineata o guasta; condotti d’aria ostruiti riducono il ricambio d’aria e impediscono l’accensione; infine impostazioni errate del programma di combustione o del pressostato possono bloccare la procedura di avvio.

Capito il quadro generale? Bene: passiamo ai controlli concreti, uno per uno, con ordine.

Prima regola: sicurezza e buonsenso

Spegni la stufa e scollegala dalla corrente prima di qualsiasi intervento. Sembra ovvio, ma molti piccoli incidenti succedono perché si salta questo passaggio. Non infilare mani o utensili all’interno se la macchina è alimentata. Vuoi solo risparmiare tempo e denaro, vero? Agire in sicurezza è il primo investimento che puoi fare per evitare guai più seri.

Controllo del pellet: qualità e umidità

Il pellet è il combustibile e come tale determina buona parte della resa. Hai mai preso in mano due sacchi di pellet diversi? Quello buono ha grani compatti, un odore di legno pulito e non si sfalda. Se lo schiacci e si sgretola facilmente, probabilmente è umido o di scarsa qualità.

Pellet con umidità superiore al dieci percento fatica a raggiungere la temperatura d’innesco: brucia male, forma molta cenere e spesso non permette alla candeletta di creare la scintilla necessaria. Conservazione errata in cantina umida o sacchi rotti sotto la pioggia possono rovinare anche il pellet di marca.

Cosa fare quindi? Svuota il serbatoio, getta o isola il pellet compromesso e riempi con un prodotto certificato, conservandolo in ambiente asciutto. Se non hai un sacco di scorta, prova con un piccolo quantitativo nuovo per vedere se la stufa parte; è un test semplice che spesso risolve il problema.

Verificare il serbatoio e il sistema di alimentazione

Il serbatoio deve contenere pellet sufficiente e il sistema di estrazione (vite senza fine o coclea) deve funzionare. Talvolta il problema è meccanico: residui di pellet polverizzato si accumulano e bloccano il passaggio, oppure la coclea si inceppa per polvere e piccoli frammenti.

Spegni la stufa, scollega e apri il vano di carico: se vedi polvere compatta o pellet polverizzato attorno alla coclea, pulisci con cura. Se la coclea non gira anche dopo aver riavviato, potrebbe esserci un problema al motore o al motoriduttore che richiede un tecnico. Ma prima di arrenderti, verifica che non ci siano inceppamenti evidenti e che la vite sia libera.

Controllo dell’alimentazione elettrica e dei fusibili

Spia accesa ma niente attivazione? Questo paradosso spesso nasconde un problema elettrico. Controlla la spina, prova la presa con un altro apparecchio o usa una presa diversa. Un fusibile bruciato o un interruttore scattato può interrompere l’alimentazione ai componenti chiave come la candeletta o il motore della coclea.

Gli sbalzi di tensione dovuti a temporali o impianti vecchi possono far saltare piccoli fusibili interni: questi spesso si trovano in punti accessibili, ma non forzare lo sportello o smontare componenti complessi se non sei pratico. Se non è evidente, meglio chiamare un elettricista o un tecnico specializzato, perché lavorare sull’alimentazione senza competenze è rischioso.

La candeletta: cos’è, come verificarla e quando sostituirla

La candeletta è la resistenza che riscalda il punto dove il pellet viene depositato, fino a diventare abbastanza calda da innescare la combustione. Non vedi fiamma? Controlla se la candeletta si scalda.

Dopo un tentativo di accensione, apri il portellone e tocca con cautela (con guanto isolante): se è tiepida o fredda, potrebbe essere guasta o staccata. La candeletta operante raggiunge temperature intorno ai 200–250 °C, quindi non stupirti se è calda; occhio alle ustioni. A volte è solo sporca o ricoperta di residui che ne impediscono il corretto funzionamento.

Puliscila con cura e verifica l’allineamento: deve essere centrata e a giusta distanza dal punto di caduta del pellet. Se non si riscalda, è guasta e va sostituita. Ci sono video tutorial che mostrano il procedimento, ma intervenire su una candeletta da solo richiede dimestichezza elettrica e attenzione: se hai dubbi, meglio il tecnico.

Condotti d’aria, pressostato e canna fumaria

L’aria è altrettanto importante del pellet. Senza un corretto flusso d’aria l’accensione non avviene. Cenere, polvere o incrostazioni possono ostruire i condotti e il tubicino del pressostato, lo strumento che misura la depressione e autorizza le fasi successive di combustione.

Un tubicino sporco o intasato inganna la centralina che può bloccare l’accensione come se ci fosse un problema di tiraggio. Come verificare? Spegni la stufa, scollega e pulisci con attenzione i passaggi dell’aria. Se hai un compressore a bassa pressione, soffia delicatamente per rimuovere residui; in alternativa usa aria compressa in bomboletta. Non usare oggetti che possano piegare o danneggiare il tubicino del pressostato.

La canna fumaria va controllata perché un tiraggio scorretto per accumulo di fuliggine impedisce la corretta evacuazione dei gas e può bloccare la fase di avvio. Pulizia regolare e controlli stagionali sono la soluzione preventiva migliore.

Parametri di combustione e impostazioni della stufa

Spesso la soluzione è nascosta nei settaggi. Ogni modello ha parametri consigliati dal produttore per il tipo di pellet: portata della coclea, aria comburente, tempi di accensione. Un pellet con resa diversa da quello usato fino a ieri richiede un lieve aggiustamento dei valori.

Hai mai cambiato marca di pellet e poi la stufa ha fatto storie? Succede. Leggi il manuale o annota i valori iniziali prima di sperimentare. Se non ti senti a tuo agio, chiedi all’installatore di tarare la macchina sul pellet che usi più spesso. Regolare correttamente evita problemi ricorrenti e migliora efficienza e durata del sistema.

Manutenzione ordinaria: la prevenzione che paga

Una stufa ben curata raramente dà problemi gravi. La manutenzione ordinaria include la pulizia del braciere, la rimozione della cenere, il controllo delle guarnizioni e la verifica dei componenti elettrici visibili. Pulire con regolarità non è solo un esercizio di igiene: mantiene il tiraggio, riduce i guasti e migliora il rendimento.

Ti racconto un aneddoto: un amico mio ogni stagione faceva una pulizia “seria” prima dell’inverno. Una volta, dopo un trasloco, ha trascurato un paio d’anni la canna fumaria. Risultato? Accensione impossibile finché non è intervenuto il tecnico per una buona spazzolatura. Il costo della verifica professionale è sempre inferiore a quello di un guasto importante o a una stufa inutilizzabile proprio nei giorni più freddi.

Quando chiamare il tecnico: segnali di allarme

Hai provato tutte le verifiche e la stufa non si accende ancora? Oppure noti rumori anomali, odori di bruciato, o fiamme instabili quando parte? In questi casi è il momento di fermarsi e contattare un tecnico certificato.

Problemi come pressostato ostruito in profondità, motoriduttori bruciati, o cablaggi interni danneggiati richiedono competenze specifiche e attrezzature. Evita riparazioni fai-da-te su componenti elettrici complessi: potresti peggiorare la situazione o mettere a rischio l’impianto. Un intervento qualificato ti restituisce sicurezza, efficienza e spesso una diagnosi che previene guasti futuri.

Piccoli accorgimenti pratici per ridurre i guai

Mantieni una scorta di pellet certificato in un luogo asciutto e ventilato. Non confondere un sacco di riserva con una scorta infinita: il pellet non è eterno se conservato male. Controlla ogni tanto il tubo di alimentazione e la coclea per rimuovere polvere e frammenti.

Verifica i fusibili e la presa in seguito a temporali; un piccolo stabilizzatore di tensione può salvare componenti sensibili. Tieni a portata di mano il manuale della stufa: spesso contiene procedure di reset o codici di errore che ti aiutano a capire il problema prima di chiamare. Qualche controllo preventivo e un occhio critico fanno la differenza tra un inverno tranquillo e una corsa al tecnico in piena notte.

Conclusioni

Una stufa a pellet che non si accende può sembrare un dramma, ma spesso la soluzione è alla portata di chi ha pazienza e un minimo di dimestichezza. Parti sempre dalle verifiche più semplici: pellet, serbatoio, alimentazione elettrica, candeletta, condotti d’aria e impostazioni. Pulizia e manutenzione regolare riducono drasticamente le probabilità di blocchi.

Filed Under: Guide

Luca Bruni

About Luca Bruni

Luca Silva è un tecnico qualificato con una vasta esperienza nel campo degli impianti di condizionamento. Oltre al suo lavoro sul campo, Luca è anche un appassionato divulgatore. Ha scritto e pubblicato numerose guide sulla scelta e l'utilizzo delle stufe. Queste guide sono diventate una risorsa preziosa per chiunque cerchi di comprendere le diverse opzioni disponibili sul mercato, dai sistemi di riscaldamento tradizionali alle soluzioni più moderne ed ecologiche.

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